Alle radici della Sicilia più autentica

Castell’Umberto sorge sulle colline dei Nebrodi, a 660 metri d’altitudine, sospeso tra cielo e terra. Qui, l’olivo (Olea europea L.) cresce da secoli, su pendii scoscesi e terrazze coltivate con fatica e sapienza contadina.
È l’albero simbolo di una cultura agricola che non ha mai smesso di vivere, tramandata di padre in figlio, di nonna in nipote. Nel territorio umbertino, l’olivo non è soltanto una coltura, è una presenza viva, parte del paesaggio e del patrimonio immateriale della comunità. Le famiglie locali curano piccoli appezzamenti, raccolgono a mano le olive, le portano ai frantoi della zona e da quel gesto antico nasce un olio ricco di profumi, sapori e memoria.
L’olivo si mescola al ritmo stagionale della natura e alla vita sociale del paese, segnando il calendario agricolo e le tradizioni popolari.
“Cu chianta ‘na livera pensa o futuru”
Olivicoltura tradizionale castanese
Le superfici a olivo nel nostro comune sono caratterizzate da basse densità di impianto, con piante secolari spesso disposte secondo sesti irregolari. In questi appezzamenti si trovano frequentemente alberi molto vecchi,
residui di antichi oliveti o esemplari inseriti all’interno di colture miste. L’olivicoltura tradizionale svolge un ruolo fondamentale nel mantenimento del paesaggio rurale e nella conservazione degli ecosistemi naturali,
contribuendo in modo significativo alla sostenibilità ambientale. A causa della particolare morfologia del territorio, gli appezzamenti sono spesso realizzati su terrazze sostenute da muri a secco, che consentono la
creazione di superfici pianeggianti. Tuttavia, la difficoltà di accesso e la conformazione del terreno rendono difficile l’impiego di grandi macchine ed attrezzature, favorendo così pratiche colturali e di raccolta manuali.
“Cu sapi di unni veni sapi unni voli iri”
Ogni ulivo ha la sua voce

Nei campi di Castell’Umberto si coltivano cultivar antiche, che si sono adattate da secoli al clima e al suolo del luogo. Tra queste spicca la Minuta (Olea europea cv Minuta), cultivar autofertile la cui maturazione dei frutti è scalare e tardiva e la produzione è destinata principalmente all’estrazione dell’olio con piccole quantità
destinate al consumo diretto come oliva nera da mensa. L’aspetto morfologico è caratterizzato da alberi a portamento espanso e da rami fruttiferi penduli, dalla presenza di foglie di dimensioni medie di forma ellittico-lanceolata di colore verde scuro, le infiorescenze sono piccole con 13-15 fiori e drupe piccole ovoidali e
leggermente asimmetriche. La cultivar è caratterizzata da buona produttività, elevata rusticità e restistenza al
freddo.
“N’aliva minuta fa l’ogghiu di qualità”
La raccolta: riti e fatica
Quando l’autunno è ormai inoltrato, tra Novembre e Dicembre, nelle campagne di Castell’Umberto inizia il tempo della raccolta delle olive. Le famiglie preparano gli attrezzi e i campi tornano a riempirsi di voci, mani operose e gesti antichi tramandati nel tempo. La raccolta, tradizionalmente eseguita a mano o con l’aiuto dei bacchiatori (lunghi bastoni di legno utilizzati per colpire i rami), è un lavoro lungo e faticoso che richiede pazienza,
cura e rispetto per la pianta. Oggi, per agevolare le operazioni di raccolta, molti utilizzano piccole attrezzature
meccaniche. Ogni movimento è consapevole, frutto di un sapere contadino costruito attraverso generazioni.
In questi momenti, il lavoro si trasforma anche in occasione di incontro e condivisione.
“Cu cogghi alivi a tempu si fa l’ogghiu beddu”
I frantoi: dove nasce l’olio
Dopo la raccolta, le olive vengono trasportate nei frantoi, veri e propri cuori pulsanti della produzione olearia. Nella zona sono presenti ancora piccoli frantoi artigianali, alcuni dei quali attivi da generazioni. Oggi, qui convivono
sistemi tradizionali e tecnologie moderne, con estrazione a freddo, che garantiscono elevati standard di qualità e la massima purezza dell’olio. Un tempo, la molitura avveniva lentamente grazie a macine in pietra, azionate dalla forza degli animali o dall’uomo. Oggi, il processo è completamente meccanizzato e inizia con la pulizia delle olive da foglie e rami, seguita dalla frangitura, che consente di ottenere una pasta composta da polpa, bucce, frammenti di noccioli e olio. Per passare poi alla gramolatura, fondamentale per separare la componente oleosa da quella acquosa e solida. Infine, l’olio viene estratto attraverso sistemi di centrifugazione o di pressione.

“L’ogghiu bonu si canusci di friscu e d’onestu frantu”
L’olio: caratteri e genuinità
L’olivicoltura castanese affonda le sue radici in tempi remoti. Già gli antichi apprezzavano il frutto dell’olivo e l’olio
che se ne ricavava, utilizzato non solo in cucina, ma anche per l’illuminazione, per usi cosmetici e per scopi terapeutici. L’olio prodotto in questa area si distingue per l’elevata presenza di acidi grassi insaturi, tra cui spicca, in quantità particolarmente rilevante, l’acido oleico, che in alcuni oli può raggiungere un’elevata percentuale della composizione acidica totale. La qualità dell’olio d’oliva è determinata da diversi fattori legati ad aspetti merceologici, che garantiscono la genuinità del prodotto e l’assenza assoluta di oli di semi o di altri frutti oleosi; aspetti nutrizionali e salutistici, connessi agli effetti benefici dell’acido oleico e degli antiossidanti naturali nella prevenzione di alcune patologie; aspetti sensoriali, riferiti alle caratteristiche organolettiche dell’olio, come aroma, gusto e colore, che contribuiscono a renderlo particolarmente apprezzato dai consumatori.
“L’ulivu è l’arbiru di la paci ma voli manu forti e cori pacenziusu”
Tradizione e benessere a tavola
L’olio d’oliva, oltre ad essere tradizione e cultura, è anche benessere a tavola. È l’alimento cardine della dieta mediterranea che, più che essere una dieta intesa come regime, è un vero e proprio stile di vita. Nella dieta mediterranea, l’olio è la principale fonte di grassi dell’alimentazione e si può utilizzare sia per condire sia per cucinare. I grassi che fornisce hanno effetti benefici sull’organismo, fra tutti è nota la sua funzione benefica sul controllo del rischio cardiovascolare. Oltre ai benefici specifici per il cuore, la pelle e le articolazioni, l’olio d’oliva può sostenere il benessere generale del corpo. Con la sua ricchezza di nutrienti essenziali, aiuta il sistema immunitario, favorisce la digestione e migliora la salute delle ossa. Integrare regolarmente l’olio d’oliva nell’alimentazione contribuisce a una vita più sana e longeva, migliorando la qualità della salute nel tempo.
In sintesi, l’olio d’oliva è molto più di un semplice ingrediente culinario: rappresenta un alleato potente e versatile
per la salute e il benessere quotidiano.
“L’ogghiu supra u pani è ricchizza senza danni”
Sapore e identità
L’olio d’oliva del luogo non è solo un prodotto della terra: è una forma di identià, un sapore che racconta una storia. L’uso di questo prodotto è parte della nostra vita quotidiana, si consuma a crudo su pane appena sfornato, insaporisce minestre, verdure e carni. È usato anche per la produzione di conserve a base di funghi eortaggi. È un condimento le cui caratteristiche organolettiche variano da cultivar a cultivar e che si rispecchiano in un sapore che può essere fruttato, amaro, erbaceo o con note peculiari che dipendono anche dalle tecniche
colturali utilizzate, ha particolare importanza anche il periodo di raccolta e il grado di maturazione dell’olivo. È proprio questa varietà di profumi e sapori che rendono le pietanze ricche di gusto e di proprietà nutrizionali
particolari.
“Cu l’ulivu, si seminastoria e si cogghi ricordu”
