• RUDERI TORRE SOLLIMA

Dominando dall’alto la suggestiva Vallata del Fitalia, la torre centrale del “Castello” si erge come una sentinella del tempo, avvolta da storia, mistero e fascino antico. La sua struttura quadrata, tipica dell’architettura bizantina, risale con ogni probabilità all’epoca dell’invasione saracena (intorno all’800 d.C.), quando costituiva un punto strategico fondamentale per la difesa del territorio, in collegamento con altre torri disseminate lungo la valle. Passeggiare tra questi resti significa immergersi in un passato intenso e a tratti inquietante. Nel 1553, durante la Signorìa dei Sollima, la torre fu trasformata in residenza nobiliare, assumendo così il nome di “Castello”. Ma tra queste mura si sono intrecciate anche storie più oscure: qui si amministrava la giustizia, e gli ambienti custodivano carceri e luoghi di tortura, testimoni di pratiche dure e spietate che oggi alimentano il fascino enigmatico del sito. Oggi, tra i ruderi ancora visibili, si possono osservare tratti di mura ben conservati, resti delle antiche prigioni e degli spazi destinati ai supplizi. All’interno della torre, una stretta scala a chiocciola, scavata nello spessore delle possenti pareti, conduce verso l’alto, mentre una misteriosa galleria lascia immaginare antichi collegamenti segreti con le altre torri difensive. Visitare questo luogo non è solo un’esperienza storica, ma un vero viaggio emozionante tra panorami mozzafiato e racconti carichi di suggestione, dove ogni pietra sembra sussurrare storie di potere, difesa e mistero.

  • GALLERIA FOTOGRAFICA

Questa galleria fotografica accompagna il visitatore in un viaggio suggestivo tra i resti della torre centrale del “Castello”, affacciata sulla Vallata del Fitalia. Attraverso immagini evocative, si ripercorrono le origini bizantine e il ruolo strategico della struttura in epoca saracena, fino alla sua trasformazione in dimora nobiliare durante la Signorìa dei Sollima. Gli scatti raccontano non solo l’imponenza architettonica — con mura possenti, scala a chiocciola e passaggi nascosti — ma anche il lato più enigmatico del sito, tra antiche carceri e luoghi di supplizio. Ne emerge un percorso visivo intenso e coinvolgente, capace di intrecciare storia, mistero e paesaggio in un’unica esperienza immersiva.