"Bentornata Castanìa" è un progetto che punta alla rinascita della memoria nei sentieri del tempo.
Si tratta di un luogo in cui la pietra conserva ancora l’eco del passato ovvero il cuore originario dell’attuale Castell’Umberto.
—Il progetto
un saluto, un augurio, un atto d’amore
...verso un borgo che per secoli fu centro vitale. Sorta probabilmente già prima del X secolo, Castanìa è citata da fonti arabe e bizantine come fortificazione strategica e centro spirituale. Custodiva chiese, conventi e case costruite in pietra, viveva sotto il dominio di nobili famiglie come i Sollima e fu teatro di vita contadina, riti religiosi ma anche di drammi naturali.
Tra il XIX e il Xx secondo, il borgo fu piegato da frane, terremoti e alluvioni. Le famiglie, costrette a lasciare le loro case, fondarono il nuovo centro abitato, Castell’Umberto, il cui nome fu adottato ufficialmente nel 1865, in onore del principe Umberto di Savoia. Da quel momento, l’antica Castanìa scivolò lentamente nel silenzio, tra ruderi e rovi.
"Bentornata Castanìa" nasce proprio da quel silenzio. È un progetto di valorizzazione storica e turistica, ma soprattutto di restituzione identitaria. Il suo obiettivo è riaprire gli antichi sentieri che collegavano le case alle chiese, i cortili ai lavatoi, la vita quotidiana alle mura difensive. Con il supporto della comunità e giovani volontari, vengono mappati itinerari storici e turistici che attraversano ciò che resta di Castanìa: angoli sopravvissuti all’abbandono.

—Su di noi
Il progetto parla non solo di date e crolli, ma di vita vissuta, di usanze, di storie interrotte dal tempo.
Chi visita Castell’Umberto oggi può fare molto più che una passeggiata: può entrare in contatto con una comunità che si riappropria del suo passato, che lo coltiva come si fa con la terra, con rispetto e speranza.



